|
E’ una deviazione sessuale centrata sulla convinzione che il proprio aspetto sessuale non corrisponda con il sesso anagrafico e genetico. Si ritiene che i transessuali rappresentino circa l’1% della popolazione. E’ chiaro che non riconoscere il proprio corpo ed i propri genitali come corrispondenti alle proprie convinzioni psicologiche può determinare dei rilevanti conflitti psichici, comportamentali e relazionali. Facilmente accumunabile al transessualismo è il travestitismo ( il tentativo di mascherare il proprio sesso corporeo con gli indumenti). Da circa 40 anni negli stati uniti e più recentemente anche in Europa e da alcuni anni anche in Italia la legge consente di poter modificare il proprio sesso fenotipico con terapie ormonali o con interventi chirurgici . Le tecniche chirurgiche richiedono interventi complessi in più fasi sia nella trasformazione da maschio a femmina (andro-ginoica) che da femmina a maschio (gino-androica) . Nella chirurgia andro-ginoica la parte più complessa è rappresentata dalla creazione di una neo-vagina, rivestita con la cute del pene. Vengono asportati il pene ed i testicoli, eventualmente utilizzata una protesi mammaria. Nella trasformazione gino-androica si deve intervenire per asportare le ovaie e l’utero, eventualmente le mammelle. La parte più difficile è la creazione di un neo pene. Le tecniche anche più avanzate riescono ad ottenere la creazione di una struttura (neofallo) che ha l’aspetto del pene ma mancante della erezione. Comunque si tratta di casi che richiedono un pesante trattamento psicologico, ormonale, chirurgico e di assistenza postoperatoria con rilevanti aspetti legali.
|